Ci sono momenti in cui la più felice delle mie idee è sparire, dileguarmi nel nulla così il vuoto che mi circonda assume un senso, un motivo per aver estirpato le radici del mio vivere; non più corse affannate in giornate di venti ore, con gli occhi spalancati su un mondo appena tiepido che non ti corrisponde, né il continuo deglutire di quei lunghi momenti in cui continuo a ripetermi porta pazienza, mentre la vita respira ad un passo da me, senza che io possa trattenerla, mentre mediocri menti lamentano dolori inesistenti, espulsioni di volute e frivole debolezze. Il tempo ormai scialbo scivola sul letto del suo fiume senza più ipotesi di ragionevoli tolleranze, mentre tento ancora di liberami dalle catene di quest’inferno per vivere, giusto un po’, senz’affanno. Peccato che il senno non mi abbandoni mai. La patologica perseveranza nell’essere forte ha eroso il mio spirito sedimentario lasciando, solo in rare occasioni, spazio al delirio.
Ricordo la trama di un film, un angelo decide di cadere per assaporare la vita, per essere libero solo per se stesso. Peccato che io non sia un angelo!
( da Deliri coscienti si Shayra )





martedì, 27 novembre 2007
alle ore 22:15







Magia notturna

Immersa nella melodia della notte m’aggrappo alla vetta dei miei pensieri.
Ammiro la vastità di questo cielo in cui mi sembra di affondare tra miriadi di stelle, riflessi di diamanti. Respiro lentamente, gli occhi tendono a chiudersi forse per sognare, la mente intreccia ricordi e voci, involucri di un’eco che m’appartiene. Un sospiro rapisce l’anima mia e la trascina in un altro luogo, in un altro tempo. La vedo, stupenda come sempre, col suo sguardo rassegnato ma fiero che si posa su di me. Mi sfiora i capelli, è un tocco delicato, rassicurante e dolce. Lui le è accanto e mi sorride, alto, bello, nobile, il suo cuore ha sfidato la vita e il mondo, scudo dei deboli e dei soli. Respiro l’inconfondibile fragranza della sua pelle, mi riporta tra le sue braccia, a quando mi chiamava “fiorellino”. Un pensiero turba il sapore del momento ed è rimpianto infinito. Sgorga dalle labbra un sussurro: ”Vi amo più della vita, vi amerò oltre il mio essere. Restate ancora un po’ con me, il cielo attenderà che questa magia plachi la tempesta della mia solitudine”. Attimi d’immenso che sembrano finire ma forse non è così….






martedì, 20 febbraio 2007
alle ore 10:50







Romanza

Sono zingara nel deserto
della mia ossessione
negli angoli smerigliati
della mia malinconia
più profonda d'un respiro

Sogni folli solcano orizzonti
in cui riaffiori solo tu
nell'ombra della mia solitudine
fredda come la luna
che attende invano
l'abbraccio del sole

Resta il dolce vento
e reca il profumo di te
di cose perdute
fragili distanze
senza poesia

Crepe sanguinanti
in immagini d'oblio
lasciano aquiloni
rincorrere romanze
canti di rondini
senza più ritorno






giovedì, 07 settembre 2006
alle ore 13:17







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