
Ha il sapore della menta
il ricordo dei tuoi seni
che mi abita ogni notte
e che naufrago mi rende
nell’oceano dei sogni.
E’ al sonno che mi affido
per pescare quei respiri
che il tempo m’allontana
come isole scomparse
dalla mappa del mio mondo.
Io pirata senza ormeggi,
al mio cuore disastrato
consegno l’ore della notte,
scrigno dove ho conservato
la ricchezza dell’amore.

Quante volte ancora
dovrà apparire al giorno
il compagno sole
per illuminare l’uguaglianza?
Quante volte ancora
dovrà soffrire una madre
ferita nell’orgoglio
per avere libertà di vita?
Quante notti ancora
dovrà urlare la carne percossa
dalla viltà degli uomini
per essere placata?
Donna
che sei la luce accesa
su ogni vita al nascere,
che sei sabbia nei deserti
dei sentimenti offesi,
che sei moto primordiale
al vivere in amore,
leva lo sguardo al cielo
e con occhi fieri
guarda quegli aguzzini
che ti vogliono serva e oggetto,
in loro non c’è il futuro
perché nella tua forza
c’è il simbolo della vittoria,
c’è la sconfitta d’ogni violenza.
(buon 8 marzo Shayra)

Se mi risvegliassi in Dio ...
Se mi risvegliassi in Dio
a cavallo d’un soffio di vento
sorvolerei la terra confuso tra le nuvole
per annusare il sapore dell’acqua che volge a pioggia.
Con un colpo da trasformista
sarei nella caverna dove piange il tempo
per dipingere murales alle pareti che non hanno luce.
Mi nasconderei fuoco nel fuoco
per costruire un crogiolo senza sponde
dove sciogliere tutto l’acciaio che dispensa il terrore.
Se mi risvegliassi in Dio
scoprirei di non essere umano
ma un etereo corpo denudato e trafitto
sparso nel vento da voci che cantilenano ogni bugia.
Troverei il resto del mio verbo
sparpagliato in campi sotterrati a sangue
e in folate d’urla ad arricciare l’onda dei malvagi.
Mi incontrerei con la mia fede
portata in braccio da facce senza scopo
piene di finte certezze dove conservar l’inganno.
Se mi risvegliassi in Dio
a cavallo di un soffio di vento
sorvolerei la terra confuso tra le nuvole
per fare del mio pianto pioggia di rinnovato amore.

Canto nuovo
Sarai per me
il respiro che s’invola
a valicare il grigio del tempo,
quel campo coltivato a nuovo grano
che attende il vento calmo di primavera.
Avrai per me
il nascere di un’alba
a ricostruire un cielo aperto,
un’aria per il volo libero del cuore
che pulsa sulle ali d’un amore rinnovato.
E mi donerai
il candore purificato
d’un vergineo sentimento,
quel soffio che si spande incerto
a cercare un ancoraggio tra le emozioni.
E sarà amore,
un librarsi inconscio
tra sazie labbra e turbamenti,
quell’amore che travolge gli argini
e inonda di passione ogni attimo di vita.

Decomposizione
Smembrato
non si sradica il tempo
che d’amore conta i minuti,
è calma violenta di estranea passione.
E’ frammento
in decomposto d’alcova
d’assenza di labbra fasciato,
intreccio di funi a cucire un rimpianto.


