Sono una donna dalla personalità forte, passionale, determinata, discreta, riservata,chiara e diretta. Dolce, comprensiva, ma intransigente quando occorre, non amo giudicare, rispetto la libertà altrui e chiedo altrettanto. Vivo dalla parte degli ultimi e per loro combatto con tutte le mie forze.
U nica stella in disciolto cielo L uce che brilla e rende sereno T imido cuor che s'infiamma poetando. I rridescente e fulgida fiamma M uovi passioni con somma eleganza, O de ad un animo che non inganna.
0 (zero) difetti di tua pertinenza.
Barcollo confusa.
Inciampo nell’incertezza
del tuo bacio.
Mi copro il cuore
ché non piova fango
ad affondar le arterie.
M’invento un’altra vita
per non perir da sola
e affranta.
Vola il mio pensiero
tra le tue ciglia chiuse io non ho più parole
da donarti oltre il silenzio ma cosa sei tu in sostanza?
un nome inciso nel mio cuore
una voce che ascolterò ancora qualcosa che lacrima a volte
all’ombra del tuo perenne dolore
che non dà un senso al mio respiro e a volte dà luce al viso tuo
ché mai s’allonterà dall’amata terra
( i versi in grassetto sono di Alda Merini )
Sei con me, grazie Alda!
Dal gelido inverno mi trascinai
in primavera di spine e sangue
gocciolarono i fianchi
cinti da morsi d’inganno
e cuori peccatori
fuggì lontano così il mio sogno
mentre cadeva a tonfo la cruda realtà
a sbarrarmi gli occhi increduli
e notti e giorni di cemento
alitarono la gola chiusa in pianto
Croci di spade sul petto indifeso
a varcar il senso e il vuoto
sorrisero incoscienti
i corpi nudi d’anima
trafiggendo la mia umana fede
eppur t’amai destino infame
che del cielo fosti aquila
del tempio la colonna
poi plumbea sostanza
che mai fu vera al cuore
Sbriciola la mia carne l’ora crudele
Sbriciola la mia carne l’ora crudele
scandisce attimi d’immenso
trafitti dal gelo dei miei silenzi
in tagli profondi su piccoli palmi
annaspo la vita in ceneri al vento
s’allunga la notte su braccia dolenti
mi trova il mattino nuda di pianto
trafitta nell’angolo fra corde di spine
tuona improvviso il vigore dal cuore
solleva la riva dell’amaro dolore
strucco tremante l’antico solco
che il viso stanco colora
in un raggio di sole
io vivrò ancora
( 2 novembre ) Vi cerco disperatamente
continuamente
lungo il dolore del tempo
tra i sogni della notte
che evaporano dalla delusione del mattino
Mendicante io di ore perdute
avvicino il cuore sgualcito
all’eco eterno del vostro amore
all’universo vagabondo
ladro di anime
cercando la luce di due stelle
Il tempo corre via spietato
io lo inseguo eppur rimango qui
a custodire nelle vene
i crocifissi inflitti sul vostro petto
Accarezzo dinamici
ricordi ed emozioni
che il tempo crudele
non potrà strapparmi
Vorrei entrare a piedi nudi
nell’immenso silenzio
per carpirvi un sorriso
una volta ancora
una sola
Un pensiero vola
tra ciglia di nuvole
su passi del mondo
orme indelebili
prigione di un rimpianto
che mi consuma