Ti strazierò
Assaporo ricami d’amaro intessuti
profondi squarci sanguinano il petto
canti nostalgici
intonano
deserte liriche
abissali mistificazioni
mentre attendo il tuo ritorno
senza che tu sia mai partito
senza che tu sia mai esistito
sogno d'un tempo mendace
stilla di porpora il cuore
stizzito
inconsapevole
della silente goduria che m’avvince
quando vorrò ferirti un giorno
diverrai profugo senza sponda
annegherai nel mio dolore
perché t’odio e t’amo
fossi stato vero
fossi stato mio
t’avrei risparmiato
ed ora vagabondi
sul defluire di seni affluenti
in tarli mentali
affonderai nel tuo limite d'amare
codardo emissario
t'odio e t'amo
ma t'odio di più