Al mutar del mio respiro ... un giorno

Più del tramonto
l’alba mi trema
in sudor d’anima
grondano gli occhi
tra ciglia di ricordi
su sponde lontane
di bianche scogliere
Dover s’eleva
in nebbia di carne
polvere ormai
d’amaro destino
Spezzo il mio sdegno
in grani di rimpianto
sopra una tela vuota
dipingo invano
il volto suo amato
l’incontrerò
in caldo raggio di sole
al mutar
del mio respiro
un giorno





domenica, 11 gennaio 2009
alle ore 11:40







La rondine

presa in rete

Brillano meteore d’amore
nel blu dell’anima
in sussurri di ricordi
tagli di preziosi cristalli
fendono l’opaca verità

All’alba arrogante
in spericolate corse
abbraccio il vento
e mi spezzo il cuore
contro il tuo nome

Sanguinano lacrime
i giorni segregati
in scrigni di silenzio
coi pugni incatenati
negli occhi del tempo

Vivrò pensandoti
mia rondine senza ritorno
fuggita dal nido
ormai muta d’amore
la quercia solitaria

Lontani echi garriscono
la mia prigionia
potrei morire oggi
su questa fredda pietra
se non mi avessi già uccisa






mercoledì, 16 luglio 2008
alle ore 17:23







24 giugno

immagine presa in rete

Ero tanto felice quella domenica mattina, come mai prima d’allora.
Pensavo a te, a quanto, d’improvviso, eri diventata più bella, più forte.
Non mi bastavano i palmi delle mani per contare i mille cristalli di sorrisi e di dolcezze che avevi fatto brillare la sera prima, durante quella festa in famiglia.
Splendevi di stella. Sapevi d’immenso.
Ero lì, a compiacermi di quel vento gioioso che t’aveva rapito per la prima volta nella tua spinosa vita, spoglia d’ogni dolore, quando all’improvviso squillò il telefono.
Ti raggiunsi immediatamente nella splendida casa che profumava di te e grondava d’amore.
Dio! Com’eri piccola in quel letto di pianto!
Mi stringesti la mano senza parlare. Una strana sensazione mi tagliò le vene, ma accantonai la paura aggrappandomi alla mia forza, ancora una volta.
- Devo agire in fretta, pensai -
Corsi con te, contro il vento che ci rubava il respiro.
Attraverso la porta bianca mi giungeva la tua voce, flebile, arrendevole, lontana…
Gridai - fate presto -  mentre il buio piombava su di me, incatenandomi ad un lacerante dolore.
Mi ritrovai, così, in pochi granelli di tempo, a raccogliere il fiato d’una macchina.
- Non staccate, vi prego, concedetemi un attimo, uno solo, l’ultimo -
M’accarezzarono decine occhi lucidi, in bianchi camici composti, mentre
con labbra tremanti ti baciai la fronte, le mani, poi i piedi, come feci con Cristo tanto, tanto tempo fa.
Portava la Tua croce che ora è mia, ma non mi curva le spalle perché ci sei tu a sorreggermi.
Ora sono sola, mi nutro di lacrime silenti e di sorrisi d'amore, ma sarò sempre sola senza te. Vorrei vederti sorridere ancora una volta, vorrei chiederti quello che non ho mai osato, poiché dovevo renderti sempre più forte:

- abbracciami mamma -
Tua Shayra
 






martedì, 24 giugno 2008
alle ore 13:29







Riflessi




Fu per caso che la vide
riflessa nell'acqua
riportò i giorni in un tempo lontano
Si chinò su di lei
come ala di farfalla
Lei bruco senza volo
onda travolgente senza riva
bimba che non fu mai
Volti amati e voci amiche
perduti per sempre
nell'arcano disegno della vita
si intrecciarono senza magia
nel tramonto delle vene

Tentò di strapparli dalla mente
strinse i pugni per difendersi
da quel dolore così cupo
come il tonfo di pietra
nello stagno del cuore
Piegò le spalle stanche
e finalmente provò pietà per se stessa
Serrò per un attimo l'azzurro degli occhi
nel vano tentativo di dominare
la tremante lacrima che
indifferente
scivolò sulle gote fredde
buie trappole di marmo

Soffocato il grido
emerse dall'animo
solo l'eco d'un ricordo
compagno crudele
risuonò nell'immenso
squarcio di lampo
riaprì piaghe deserte
ancora
e poi ancora
fin quando l’oscurità
non la rapì per donarle
solo alla fine
la sterile pace







mercoledì, 21 maggio 2008
alle ore 17:34







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