Sono una donna dalla personalità forte, passionale, determinata, discreta, riservata,chiara e diretta. Dolce, comprensiva, ma intransigente quando occorre, non amo giudicare, rispetto la libertà altrui e chiedo altrettanto. Vivo dalla parte degli ultimi e per loro combatto con tutte le mie forze.
U nica stella in disciolto cielo L uce che brilla e rende sereno T imido cuor che s'infiamma poetando. I rridescente e fulgida fiamma M uovi passioni con somma eleganza, O de ad un animo che non inganna.
0 (zero) difetti di tua pertinenza.
Vola il mio pensiero
tra le tue ciglia chiuse io non ho più parole
da donarti oltre il silenzio ma cosa sei tu in sostanza?
un nome inciso nel mio cuore
una voce che ascolterò ancora qualcosa che lacrima a volte
all’ombra del tuo perenne dolore
che non dà un senso al mio respiro e a volte dà luce al viso tuo
ché mai s’allonterà dall’amata terra
( i versi in grassetto sono di Alda Merini )
Sei con me, grazie Alda!
Mi protendo verso
l'abbraccio del sole
riflesso del tuo sorriso
sussurra un dolce vento
il profumo del tuo nome papà
amore mai perduto
canto di poesia
rondine senza ritorno
ti ho nel cuore
( al mio primo amore...mio padre )
Vola il mio pensiero
tra le tue ciglia chiuse io non ho più parole
da donarti oltre il silenzio ma cosa sei tu in sostanza?
un nome inciso nel mio cuore
una voce che mi chiama ancora qualcosa che lacrima a volte
all’ombra del mio dolore
che non dà un senso al mio respiro e a volte dà luce al tuo viso
mentre s’allontana dall’amata terra
Più del tramonto
l’alba mi trema
in sudor d’anima
grondano gli occhi
tra ciglia di ricordi
su sponde lontane
di bianche scogliere
Dover s’eleva
in nebbia di carne
polvere ormai
d’amaro destino
Spezzo il mio sdegno
in grani di rimpianto
sopra una tela vuota
dipingo invano
il volto suo amato
l’incontrerò
in caldo raggio di sole
al mutar
del mio respiro
un giorno
I miei ultimi fanno
la fila davanti a Monumenti imperiali
corrotti e potenti
sotto la terra nascoste città
ricche in preziosi di voti
ed offerte per sconto di peccati
I miei ultimi elemosinano conforto
ma urla un uomo false parole
da pulpito d’oro Non peccate fratelli
Vi benedico in nome di dio
mentre ingozza agnelli in giorni di magra
in ipocriti digiuni
I miei ultimi chiedono
un tozzo di pane sottratto a brandelli
da smodate avidità
usurpatrici di sangue versato
di arcani e tristi destini
I miei ultimi hanno
il corpo tumefatto e il costato spezzato
da mostri violenti dall’infero risaliti
trafiggono l’anima di rattoppati silenzi
in resa crudele
davanti a leggi da pagliaccio vestite
che apron i cancelli a star assassine
e fugge da occhi di madre
lacrima amara su giornali affamati
I miei ultimi sono
bimbi violati
di organi venduti al mercato
in bella vetrina dal turismo sessuale
come carne scaduta
in silenzi di case su davanzali inchiodati
pirata bottino di umane fiere
in inchino agli indifferenti
I miei ultimi sono malati
privi di voce di luce di suoni
di aria di tempo
arti atrofizzati in carrozzelle di piombo
trascinano orgoglio insegnando la vita
ad ombre distratte
I miei ultimi dormono
in avvolti cartoni di gelo e di muffa
picchiati e incendiati
coperti di sputi
tendono sguardi appannati
in deserti di nebbia
I miei ultimi camminano
stanchi su ossa porose
rugosa saggezza gli imbianca i capelli son vecchi ingombranti
per disamorate progenie
sospirano tristi alla vagabonda luna
fingono il legno usurato e lontano
della natale dimora
I mie ultimi ululano
alla luna nel freddo abbandono
di assenti coscienze quanto son belli piccini e carini
col fiocco alla gola nei giorni festa
divengono pesi una volta cresciuti
vietato l’ingresso in valige d’estate
o in morbida neve d'inverno
meglio la strada o la spazzatura
per gli Amanti dell’uomo
divieto d’accesso
I miei ultimi barriscono
al cielo libertà perduta
a morir per monili d’avorio
ruggiscono al vento l’atroce sparo
eco rimbomba in eleganti pellicce
viandanti distratti tesson parole di nulla
menzogne a castelli per chi disconosce
d’amore un piccolo gesto
meglio che tenga la bocca cucita
se dice peccato!
se tira la strada tutta in discesa
senza mai a donar sorriso voltarsi
carezza o caldo abbraccio
Sudicio è il mondo
diritti bruciati in fiamme di rogo
come tempo d’eretici di streghe e stregoni
intanto la folla si becca ed uccide
emana incuranti sentenze
d’umiltà spoglie
fasciandosi gli occhi
( 2 novembre ) Vi cerco disperatamente
continuamente
lungo il dolore del tempo
tra i sogni della notte
che evaporano dalla delusione del mattino
Mendicante io di ore perdute
avvicino il cuore sgualcito
all’eco eterno del vostro amore
all’universo vagabondo
ladro di anime
cercando la luce di due stelle
Il tempo corre via spietato
io lo inseguo eppur rimango qui
a custodire nelle vene
i crocifissi inflitti sul vostro petto
Accarezzo dinamici
ricordi ed emozioni
che il tempo crudele
non potrà strapparmi
Vorrei entrare a piedi nudi
nell’immenso silenzio
per carpirvi un sorriso
una volta ancora
una sola
Un pensiero vola
tra ciglia di nuvole
su passi del mondo
orme indelebili
prigione di un rimpianto
che mi consuma