Vola il mio pensiero
tra le tue ciglia chiuse
io non ho più parole
da donarti oltre il silenzio
ma cosa sei tu in sostanza?
un nome inciso nel mio cuore
una voce che ascolterò ancora
qualcosa che lacrima a volte
all’ombra del tuo perenne dolore
che non dà un senso al mio respiro
e a volte dà luce al viso tuo
ché mai s’allonterà dall’amata terra




( i versi in grassetto sono di Alda Merini )
Sei con me, grazie Alda!



mercoledì, 04 novembre 2009
alle ore 22:03






* Fotografia di Enrico Grassi*
Cadono lenti
come foglie d’autunno
dalla mente al cuore
tratti di memoria
volteggiano pallidi
al pulsar dell’arteria
prigioniera di antiche grate
sapore ferroso e gelido
l’acro pugno nell’anima
In lampo di sdegno
al ricordo malvagio non cedo
i passi miei incerti
e strappo gli squarci nebbiosi
a braccia tese
ché possa vedere il sole
cingere la mia vita
solo d’amore
 
attimo d’immenso
negli occhi miei



ferma la musica del blog (in alto) prima di premere play




sabato, 24 ottobre 2009
alle ore 15:58






tag :anima
Smuove un sussulto spasmodico
l’argine di quel pensiero
che affonda all’improvviso
pungoli nel ventre
È notte fonda sul sentiero della mia anima
e fa freddo al cuore
l’immagine impressa agli occhi
in ciglia umide che tentano
catene alle mie pene
d’un tempo troppo esteso
M’abbraccio in flebili speranze d’oblio
e cingo di sorrisi il presente
sale amaro del passato
Lapidato il mio essere
ingenuo il suo sentire
t’affido l’anima
l’anima mia




domenica, 20 settembre 2009
alle ore 22:39






 

Vattenne 'o luna 'a 'ncoppa stu mare
nun me fa chiagnere lacrime amare
ll'uochhie suoje tu m'arricuorde
doje stelle fredde assaje
a stessa luce furastiera
dinto all'anima me tremma
vulesse purtà stu' core
'nfunno a chest' onne
pe' nun senti' chiù 'a voce mija
ca' dice tuorn tuorn ammore mio
senz 'i te nun pozzo chiù campà
'na lacrime me scenne chiano chiano
dinto 'o silenzio 'e 'sta nuttata scura
'o tiemp passa e tornano 'e rose
sule tu nun tuorn
ammore 'ngrato

( Maggio 2008, la ripropongo poichè mi è molto cara )




lunedì, 30 marzo 2009
alle ore 13:54






tag :anima











Mi nascondo fra sguardi anonimi
schivando palpiti incuranti
quando la sera siede
sul trono di piccole stelle
così lontane ai miei occhi feriti
ripercorro sentieri a me cari
tra rovi severi e antiche querce
mi stringo nell’universo d’un pensiero
carne dolente si trascina
nel pronunciar il suo nome
al cader d’una lacrima furtiva
ed io sola



giovedì, 26 marzo 2009
alle ore 09:28







Inventandomi poesia
presa in rete
Dei momenti di dolore
Intendo il riscatto
Mi evolverò
In bruco d’anima
Librando segreti
In spuma di mare
Seduta sui seni
Del tramonto
Al bacio del mare
Rapirò il rosso
Respiro infuocato
E dell’amore la bugia
Inventandomi poesia



giovedì, 26 febbraio 2009
alle ore 15:10







tag :silenzi, anima
Silenzio

M’ammanto silenzio
in rumore dell’anima
seguo il respiro
affannato dal tempo
ed attendo che il palpito
non diventi follia




mercoledì, 25 febbraio 2009
alle ore 20:01







Come foglia d'autunno

Come foglia d’autunno
mi lascio volare
in dolce caduta
sulla soffice terra
dell’anima spenta

come fiocco di neve
mi lascio cadere
in freddo volo
su bianche dune
del cuore gelido

e intanto s’appresta
la foglia ingiallita
a staccarsi dal ramo
la linfa è finita
e il fiocco leggero
a separarsi dal cielo
il sole è scomparso
il cammino richiama
al suo cerchio il destino

ho stretto nel cuore
una goccia di vita
ed un raggio d’immenso
ché non voglio morire
da sola e affranta
mi tengo le vene
nei miei giorni d’autunno
ché non sgorghi il sangue
sui sentieri d’inverno




giovedì, 23 ottobre 2008
alle ore 11:00







Silenzi di velluto

* presa in rete *

Nell’inverno dei miei respiri

Nel fiume in piena delle mie emozioni

Apro le braccia a nessuno

Ed allora mi invento estate

Mi sgrano in spicchi di sole

Argino i flutti del  cuore

Mi vesto di dolce sorriso

Ed ammanto l’amore

Strappo lo sdegno dal viso

Raccolgo in coppa d’orgoglio

Pudiche e silenti lacrime

Mi curo le ferite

Di antichi e nuovi dolori

Strappi sanguinanti mai ricuciti

Li stringo al petto

Nella notte che fu scura

Riaccendo frammenti di stelle

Intorno a spicchi di luna

Guado il fiume in piena

Di tristi e misere delusioni

Colmerò la pochezza che mi circonda

Tenendo la vita per mano

Nel trionfo del mio essere

Ermetico e leale

Proteso e puntuale

Terrò lontano la viltà

Di mille parole sterili

Con lo scudo della mia forza

Mi cullerò al cantar dell’alba

In dolci ninna nanna

Perché riposi il cuore fiero

Sul velluto dei miei silenzi





giovedì, 02 ottobre 2008
alle ore 16:55







NOZZE
Le voci girano presto nel piccolo paese e donna Feffa è più veloce della luce quando decide di informare tutti i paesani che ci sarebbe stato un altro matrimonio.
-         Ma chi si sposa? – chiese donna Peppa.
-         Non sono tanto sicura, ma credo di aver capito chi sono, vivono da poco qui - rispose Feffa
 
Lui è alto, di bell’aspetto, veste bene, parla molto, ma sorride poco. Non ha un lavoro preciso poiché, pare, non gradisca lo status a tempo indeterminato. E’ forte, deciso, testardo, quindi sa quel che vuole e non molla mai finché non ha ottenuto ciò che desidera e che lo fa star bene. Ama imporsi ma non lo dimostra subito, non ha una fissa dimora perché ama viaggiare e quando non può farlo usa le ali della fantasia.
Gli piace nutrirsi a spese altrui, succhia il sangue delle gente pur non essendo un vampiro.
Lei, invece, ha sempre un sorriso stampato sul volto, scialba nell’aspetto, misura ogni parola, attenta più alla forma che alla sostanza, incurante del fatto che ogni frase pronunciata ha un suo peso specifico quando arriva al cuore di chi le ascolta. E’ sempre ben disposta a concedere consensi e dolci sviolinate anche quando le sue labbra vorrebbero dire tutt’altro…
E’ una coppia ben assortita, fusione perfetta e, a dire di molti, sembra risultare molto vantaggiosa per entrambi, tanto che richiama a se molto seguaci.
Si celebra così un matrimonio antico che rinnova continuamente la sua promessa sull’altare grigio della menzogna. La genesi di questo contratto va ricercata nella notte dei tempi, probabilmente a quando gli uomini non camminavano ancora eretti.
Queste strane anime, pur essendo diverse vivono in simbiosi per il raggiungimento del proprio benessere interiore, ovviamente a discapito di altri.
Vestono abiti firmati vers-ace e dolce e gabbata, acquistasti al mercatino cinese, sicuri di beffare gli increduli, che presuntuosi!
Hanno l’abitudine di appostarsi dietro ogni angolo per scegliere la preda, a volte insieme, altre volte separati.
Approfittano della fiducia di coloro che, ignorando il premeditato intento lesivo e letale, si abbandonano al fascino che emana il fare forbito .
Lungo il loro cammino lasciano una lunghissima scia di vittime, passano indifferenti su quei corpi straziati in cerca di altro nutrimento.
Nulla li commuove, e niente li trattiene, non amano, non piangono, non soffrono, vivono solo per se stessi e sono abili nel mentire.
-         Si, va bene, ho capito, ma come si chiamano, forse li conosco? – chiede incuriosita donna Peppa.
-         lui egoismo, lei ipocrisia. Tieniti lontano, dicono che la loro malattia potrebbe essere infettiva. Mi raccomando non accettare nulla da quei due…- 
e sogghignando sogghignando donna Feffa ritornò a sciorinare il bucato lasciando la povera Peppa impietrita ed a bocca aperta.
 
                                    ( Ego ed Ypòkrisis )



giovedì, 21 agosto 2008
alle ore 13:03







Soffio d’immenso
Con te fino alla profondità
dell’unica lacrima versata
fino all’abisso dell’anima
suicidio d’illusioni
d’occhi bendati
follia del momento
 
Mi racconti l’amore
con parole di tormento
grondano silenzi 
in sudore di spine
blasfemi fantasmi
annullano la mente
 
Ti tengo il cuore
 
Provo a rapire l’istante
dell’essenza intrappolata
in prigione di rimpianti
che annaspa feroce
sui vetri appannati
da fiati di dolore
 
Sei dentro di me
mi palpiti sangue
mentre affondi
in orizzonti di pensieri
su voli trasversali
mio gabbiano senza rotta
 
Ti slego le vene
 
Fai pure a pezzi la tua rabbia
nell’enigma di cristallo
di taglienti amarezze
ma abbraccia con me la vita
e la voglia maledetta
di riaccendere le stelle
 
Raccolgo a mani nude i cocci
del tuo vivere stanco
sacra offerta ai piedi
d’un altare sconsacrato
e qui attendo oltre il temporale
l’anelato miracolo
 
Ti soffio d’immenso



lunedì, 04 agosto 2008
alle ore 14:33







Riflessi




Fu per caso che la vide
riflessa nell'acqua
riportò i giorni in un tempo lontano
Si chinò su di lei
come ala di farfalla
Lei bruco senza volo
onda travolgente senza riva
bimba che non fu mai
Volti amati e voci amiche
perduti per sempre
nell'arcano disegno della vita
si intrecciarono senza magia
nel tramonto delle vene

Tentò di strapparli dalla mente
strinse i pugni per difendersi
da quel dolore così cupo
come il tonfo di pietra
nello stagno del cuore
Piegò le spalle stanche
e finalmente provò pietà per se stessa
Serrò per un attimo l'azzurro degli occhi
nel vano tentativo di dominare
la tremante lacrima che
indifferente
scivolò sulle gote fredde
buie trappole di marmo

Soffocato il grido
emerse dall'animo
solo l'eco d'un ricordo
compagno crudele
risuonò nell'immenso
squarcio di lampo
riaprì piaghe deserte
ancora
e poi ancora
fin quando l’oscurità
non la rapì per donarle
solo alla fine
la sterile pace





mercoledì, 21 maggio 2008
alle ore 17:34







tag :poesia, vita, anima
Debitrice

( prelevata da http://www.angelasantoro.com )


E’ danza solitaria
la mia
intorno al fuoco della vita
prova a spegnersi
invano
costringo il costato a liberare
il mio respiro
nell’asimmetrico spazio
del dolore
t’è doveroso
sfiorarmi
vita
assolvi il tuo credito
tra verità
e infamia
truce debitrice
conducimi
tra le braccia
dell’oblio
se non dovessi
espiare
la tua pena
imperdonabile
al mio mondo




lunedì, 31 marzo 2008
alle ore 15:04








( Preferirei morire pur di non tradire )

*********** 

Assalto all'anima

Sorrido in dinamici
involucri di me
palpiti vitali
si spengono al venire
della mia ombra
che nella notte del buio
si sgrana in cocci
taglienti cristalli
di solitudine sparsi
ricordo lacerante
mi squarcia
non m’abbandona
soccombe
il mio oggi al passato di ieri
nel cuore lapidato
in silenzio nascosto
lo sguardo ferito
è diavolo il tuo sorriso allegro
beffò la mia favola innocente
pietrificata
assolvo la tua spada
dentro la schiena
eretta nel credo
mi sanguina
non m’abbandona
perseguita
la mia anima incredula
testardo folletto
scolpisci caverne di ghiaccio
tra i muri delle mie arterie
giocatori d'azzardo
visi gaudenti
sterco di niente
tendono archi immorali
E intanto l’anima prova
a rivestirsi di presente


"Predicare la morale è facile, il difficile è fondarla"
Arthur Schopenhauer







venerdì, 18 gennaio 2008
alle ore 15:41







tag :poesia, anima
Prigioniera

Brucia ancora quest'anima
Mentre scava tra la cenere dei sogni
Raggomitolo il dolore in bozze di cemento
E s’inarca il tempo per non perire
Sepolto tra i tagli del cuore
Pallide emorragie di flutti cadenti
Imprigionano fobiche ipocondrie
Lungo l’ingiustizia del mio vivere
Non so guarire




mercoledì, 09 gennaio 2008
alle ore 15:44







Nuda

Immagine presa dal web

*************

Dinanzi a te
Priva
D’ogni capacità di fede
Stringo al petto ormai freddo
Il sepolcro delle mie pene
Con te rinacqui
Sfiorai le ali d’un sogno
Accolsi la quiete del tuo canto
Preziosa armonia d’intervalli
Svanita tra i dirupi dell’anima
Nel cupo alito d’una nube
Ambigua ombra del tuo vivere
Sbiadisce così il volto tuo
Nel limbo della vita
È un fardello di cemento quest’inganno




giovedì, 29 novembre 2007
alle ore 14:31







L'alba


Attendevo la scia d’una stella stanotte
L’ho cercata disperatamente
Nel mio fazzoletto di cielo
Perché mi legasse ad un sogno
E mi sciogliesse i polsi
Dalla prigionia del mio silenzio
Fugge l’attimo d’immenso
Strappandomi anche la speranza
D’una lacrima furtiva
Ed è già l’alba
Del mio tormento

Un grande abbraccio a tutti.Mi scuso per il mio silenzio...le ferite che ci infligge la vita necessitano di tempo...so che comprenderete senza che aggiunga altro.Mi manca tanto la vostra compagnia!Spero di tornare presto.
*Grazie Angelika!la tua dolce presenza rende ancora vivo il mio blog*
Caldi baci
Shayra



sabato, 11 agosto 2007
alle ore 03:24








La giovinezza non è un periodo della vita, è uno stato d’animo
che consiste in una certa forma della volontà, in una forza emotiva;
nel prevalere dell’audacia sulla timidezza
e della sete dell’avventura sull’amore delle comodità.

Non si invecchia
per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni,
ma solo quando si abbandona il proprio ideale.
Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo,
la rinuncia all’entusiasmo li traccia sull’anima.
La noia, il dubbio, la mancanza di sicurezza, il timore e la sfiducia,
sono lunghi anni che fanno chinare il capo
e conducono lo spirito alla morte.

Essere giovani significa conservare a sessanta o settant’anni
l’amore del meraviglioso,
lo stupore per cose sfavillanti e per i pensieri luminosi
la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti,
il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo,
il senso del lato piacevole e lieto dell’esistenza.

Voi siete:
giovani come la vostra fiducia / vecchi come la vostra sfiducia,
giovani come la vostra sicurezza / vecchi come il vostro timore,
giovani come la vostra speranza / vecchi come il vostro sconforto.

Resterete giovani finchè il vostro cuore saprà ricevere
i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio,
di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra,
da un uomo o dall’infinito.

Quando tutte le fibre del vostro cuore si saranno spezzate
e su di esse si saranno accumulati
le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo,
è solo allora che diverrete vecchi.


[da un poema di Samuel Ulman di Birmingham]

..Con un augurio sincero e affettuoso per tutti voi, amici cari e curiosi, di ogni età..Angelika^_*




venerdì, 23 marzo 2007
alle ore 19:51









Dedicato a tutte le Donne
che hanno raccontato il dolore
la dignità
la libertà
la fratellanza
il coraggio
l' uguaglianza
il rispetto
la vita

...con lettere d'amore

perchè nessun grido d'amore
venga più soffocato...

Gioia e serenità per tutti...
Affettuosamente, Angelika §^_^§




mercoledì, 07 marzo 2007
alle ore 23:44







Dilemma

Penetra il silenzio
e trafigge la penombra
di quiescenti pulsazioni
quella voce
annaspa sui flutti della mente
per cercar riparo o ragione
vagar la sorprendo
solitaria e incerta
tra alienate discendenze
nell’intrico di folli menzioni
s’arresta
poi si appresta
a posseder dell’essere la forma
a divenir immortale
a condurre di alati cavalli una biga
nell’infinitiva variabilità
sospesa tra ribellione e sublimazione
saprofito dilemma
d’un anima




venerdì, 23 febbraio 2007
alle ore 19:00














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