Vola il mio pensiero
tra le tue ciglia chiuse
io non ho più parole
da donarti oltre il silenzio
ma cosa sei tu in sostanza?
un nome inciso nel mio cuore
una voce che ascolterò ancora
qualcosa che lacrima a volte
all’ombra del tuo perenne dolore
che non dà un senso al mio respiro
e a volte dà luce al viso tuo
ché mai s’allonterà dall’amata terra




( i versi in grassetto sono di Alda Merini )
Sei con me, grazie Alda!



mercoledì, 04 novembre 2009
alle ore 22:03







Mi protendo verso
l'abbraccio del sole
riflesso del tuo sorriso
sussurra un dolce vento
il profumo del tuo nome
papà
amore mai perduto
canto di poesia
rondine senza ritorno
ti ho nel cuore


( al mio primo amore...mio padre )



giovedì, 19 marzo 2009
alle ore 17:33







Il dolore del tempo

( 2 novembre )
Vi cerco disperatamente
continuamente
lungo il dolore del tempo
tra i sogni della notte
che evaporano dalla delusione del mattino
Mendicante io di ore perdute
avvicino il cuore sgualcito
all’eco eterno del vostro amore
all’universo vagabondo
ladro di anime
cercando la luce di due stelle
Il tempo corre via spietato
io lo inseguo eppur rimango qui
a custodire nelle vene
i crocifissi inflitti sul vostro petto

Accarezzo dinamici
ricordi ed emozioni
che il tempo crudele
non potrà strapparmi
Vorrei entrare a piedi nudi
nell’immenso silenzio
per carpirvi un sorriso
una volta ancora
una sola
Un pensiero vola
tra ciglia di nuvole
su passi del mondo
orme indelebili
prigione di un rimpianto
che mi consuma

( ai miei genitori )



domenica, 02 novembre 2008
alle ore 08:30







Il calore del tempo





Prendimi con te
anima mia
adesso

Ti stringerò forte
fra le mie braccia
perché non si disperda
il calore del mio amore

Vivrai così in eterno
quand’io tornerò
nella solitudine delle stelle



sabato, 01 novembre 2008
alle ore 08:34







Gli occhi del tempo
Dei miei attimi infiniti
canto la storia
di fotogrammi mi nutro
in sorrisi e rimpianti
l’umana fragilità abbraccio
amo dell’anima il candore
ne disprezzo l’ambiguità
e il malvagio fine
nel mio cielo scruto
di un raggio di sole l’ora
quando è alta la luna
e tenta d’allungare la sua ombra
fino ai lembi disgiunti
di piccole lacrime
bevo i morsi
alla vita concedo
in molecole di buio
e in tagli di luce
scivolar giorni
su lastre di marmo
senza mai spegner la fiamma
ché la rabbia di Dio non voglio
fra le tasche bucate
frugo un soldo d’amore
ne assaporo il nome
il cuore sospira
il tempo ha gli occhi di chi non ho




martedì, 28 ottobre 2008
alle ore 14:28







24 giugno

immagine presa in rete

Ero tanto felice quella domenica mattina, come mai prima d’allora.
Pensavo a te, a quanto, d’improvviso, eri diventata più bella, più forte.
Non mi bastavano i palmi delle mani per contare i mille cristalli di sorrisi e di dolcezze che avevi fatto brillare la sera prima, durante quella festa in famiglia.
Splendevi di stella. Sapevi d’immenso.
Ero lì, a compiacermi di quel vento gioioso che t’aveva rapito per la prima volta nella tua spinosa vita, spoglia d’ogni dolore, quando all’improvviso squillò il telefono.
Ti raggiunsi immediatamente nella splendida casa che profumava di te e grondava d’amore.
Dio! Com’eri piccola in quel letto di pianto!
Mi stringesti la mano senza parlare. Una strana sensazione mi tagliò le vene, ma accantonai la paura aggrappandomi alla mia forza, ancora una volta.
- Devo agire in fretta, pensai -
Corsi con te, contro il vento che ci rubava il respiro.
Attraverso la porta bianca mi giungeva la tua voce, flebile, arrendevole, lontana…
Gridai - fate presto -  mentre il buio piombava su di me, incatenandomi ad un lacerante dolore.
Mi ritrovai, così, in pochi granelli di tempo, a raccogliere il fiato d’una macchina.
- Non staccate, vi prego, concedetemi un attimo, uno solo, l’ultimo -
M’accarezzarono decine occhi lucidi, in bianchi camici composti, mentre
con labbra tremanti ti baciai la fronte, le mani, poi i piedi, come feci con Cristo tanto, tanto tempo fa.
Portava la Tua croce che ora è mia, ma non mi curva le spalle perché ci sei tu a sorreggermi.
Ora sono sola, mi nutro di lacrime silenti e di sorrisi d'amore, ma sarò sempre sola senza te. Vorrei vederti sorridere ancora una volta, vorrei chiederti quello che non ho mai osato, poiché dovevo renderti sempre più forte:

- abbracciami mamma -
Tua Shayra
 




martedì, 24 giugno 2008
alle ore 13:29







Canto
( A Sergio )


immagine presa in rete

Solitario è il canto
in bianche piume di cigno
su carezza di lago al sole rivolto
 
D’ogni limite varca la soglia
in brezza di rugiada si libra
non per morir da solo e affranto
 
Da passioni frantumata melodia
impronte d’emozioni mi scava
d’infinita bellezza



domenica, 22 giugno 2008
alle ore 14:34














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