Parlami o Musa
In questa notte insonne
Concedimi di dimenticare
L’umana crudeltà
Cantami la melodia della vita
Sussurrami che all’alba
Trionferà



mercoledì, 18 marzo 2009
alle ore 02:44






Rivolgo a Dio un pensiero in ogni momento delle mie giornate.
Prego fino a non avere più parole.
Spesso mi commuovo quando vedo la Sua luce posarsi sulle pene del mondo


Perdonami o Signore
per quella volta che ho pianto per me
per ogni volta che voluto combattere la morte
per non avere a donato un sorriso a tutti
per non aver sfamato tutti i poveri
per non aver consolato tutti gli ammalati
per non aver abbracciato tutti i disabili
per non aver alleviato la solitudine di tutti gli anziani
per non aver salvato tutti gli animali abbandonati e martoriati
per non aver dimostrato a tutti il mio amore prima che giungesse la notte.



domenica, 15 marzo 2009
alle ore 22:08







Inventandomi poesia
presa in rete
Dei momenti di dolore
Intendo il riscatto
Mi evolverò
In bruco d’anima
Librando segreti
In spuma di mare
Seduta sui seni
Del tramonto
Al bacio del mare
Rapirò il rosso
Respiro infuocato
E dell’amore la bugia
Inventandomi poesia



giovedì, 26 febbraio 2009
alle ore 15:10







Zittite…che forse sto impazzendo…


Devo assolutamente correre dal dottore! Non ricordo quasi nulla di certe cose della vita…non ricordo dove vivo, come si vive… come si muore. Che strano! Che confusione! Sto sognando? Si, certamente è così… credo. Chissà a chi posso chiedere se nel mio paese è ammesso l’omicidio… se è vero che alcune sentenze viaggiano alla velocità della luce, mentre altre restano bloccate per decenni in cattedrali del potere, per favorire i criminali… se mio padre può decidere della mia morte, semplicemente riferendo, a suo dire, le mie parole, solo parole niente di scritto, che nessuno sa se le ho mai pronunciate… se la mia vita va rispettata ed alimentata fino a quando solo Dio deciderà la sua fine… se è vero che alcune persone sono tornate dal coma vegetativo anche dopo molti anni… se un deputato, un magistrato, un’ignorante può decidere chi muore su richiesta e poi disporre un’autopsia per scoprire la causa del decesso… se è vero che esistono persone che non gli frega un tubo della vita altrui, ma che s’interessano tanto della loro morte, appropriandosi il diritto di riportare il pensiero di un essere definito vegetale, come fosse una foglia di insalata… se è vero che tutto fa brodo se infine si traggono vantaggi: voti, pubblicità e maxi tirature di giornali… se la vita è talmente sacra da smuovere irriverenti potenze, affinché l’individuo possa essere ucciso… se è vero che i disabili non hanno voce… chissà!

Questa è follia signori miei!
Mi scoppia la testa,
so’ scema o son desta?
Ho deciso! Vado dal dottore…
con la facoltà, legittima, del libero pensiero… che poco lo conforta, in quest’onta che devasta la mente!



martedì, 10 febbraio 2009
alle ore 14:34







Ricordati anche di me ...

 Preghiera del cane randagio

Con passo vacillante
e con il corpo stremato
giungo alla fine dei miei giorni.
Forse stasera morirò
e da sotto questa quercia
con l'ultimo respiro, che mi resta in gola,
vorrei ringraziare il Signore
per il pane che mi ha fatto trovare
nella spazzatura,
per l'acqua che ha fatto scendere dal cielo
per dissetarmi,
per i sacrati delle chiese
dove ho potuto ripararmi.
Sì, Signore,
io sono uno di quelli
uno fra i tanti che non sa
cos'e' il calore di una cuccia,
il sapore di un osso,
la carezza di un padrone.
Conosco solo
il dolore dei calci sul dorso,
le sassate sulla fronte,
le gomme di quella macchina
che mi hanno spinto nel burrone.
Ricordo, poi
quella mano, grande, pesante,
che ancora cucciolo mi ha
abbandonato nella strada,
dove
vissi tutto il mio calvario.
Ho attraversato monti, boschi e paesi
nessuno mai mi ha tenuto con se',
nessuno, mai, mi ha dato un nome.
Dalla nascita ho sempre portato il tuo
"Cane".
Signore,
tante sono le cose che vorrei dirti;
ma...
il cuore ha rallentato il suo battito
e il respiro si affievola sempre più.
Perdonami! E ti supplico:
fa' che la mano dell'uomo
non abbandoni più
un cucciolo nella strada.
E' triste vivere da vagabondi,
e' penoso essere soli,
ed essere soprattutto semplicemente
solo un cane.
Abbracciami almeno tu
in quest'attimo.
Perchè?
Perchè anch'io ti appartengo!
da "Voci di canili"

Guardami negli occhi, sono l'amico tuo migliore
e non ti ho mai chiesto più di quel che mi puoi dare,
guardami negli occhi quando ti siedo accanto
e non so nemmeno se sei un re, un barbone oppure un santo
e non c'è bastonata che io non ti perdoni,
ma guardami negli occhi quando m'abbandoni
GIORGIO PANARIELLO






lunedì, 22 dicembre 2008
alle ore 15:19








Caro Babbo Natale

E’ all’imbrunire del giorno che i miei pensieri si vestono di foglie d’autunno e di fiocchi di neve. Scivolano nell’anima in un vortice silenzioso, s’accompagnano ad una lacrima, appena imprigionata nel cuore, per non impedire al sorriso di espandersi intorno.
Raccolgo la forza dalle braccia, dalla mente, dal cuore e vado in giro ad innestare, come gemma di marzo, un piccolo sorriso tra gli occhi spenti che m’attendono.
Abbraccio il dolore tra i freddi cartoni delle panchine, sotto i muri della stazione, tra verdi lenzuola di sangue, tra i bimbi ignorati vestiti di niente, tra vecchi raggomitolati in rifugi deserti, tra aliti solitari che appannano una finestra spenta, e ancora lì, in quella terra, dove gli spari trucidano la speranza di mani intrecciate, di fame dispersa nel giorno dei ricordi.
Rallento il mio passo nella luce veloce di fari abbaglianti, di macchine in fuga, su strade bagnate raccolgo piccole vite abbandonate sul selciato, che ululano alla luna, coperta dal buio di nere coscienze.
Son piccoli, ma tanti, i regali che porto nell’ombra, leggero è il mio sacco, non mi piega le spalle, solleva la riva di tanti dolori.
Continuo il cammino, mi porta al Natale, ed a te Babbo, che di rosso colori momentanee bontà, e qui, io mi fermo, i piedi nudi incavati nel soffice manto, sapore di freddo, di luci, di canti lontani, di camini accesi, di slitte volanti.
E’ tempo di te caro Babbo Natale, ma li vedi quegli usci giocondi al mondo serrati? Perchè la gente vuol essere buona per un giorno soltanto?
Si ferma la slitta, mi guardi, sorridi e mi tendi la mano rugosa. Non posso volare, non voglio solcare un mondo di futili sogni, di false parole, di balocchi e profumi, di gioielli e pellame, se prima non vedo, per sempre, brillare la stella cometa.
Se bontà e pace nascono, solo, nel giorno del Figlio, ti prego, regala al mio mondo, tutti i giorni, il Santo Natale.

( ripropongo questo brano perchè la mia speranza è e sarà sempre questa...)




martedì, 16 dicembre 2008
alle ore 10:06







Sfasciati gli occhi e chiedi chi sono gli ultimi

I miei ultimi fanno
la fila davanti a Monumenti imperiali
corrotti e potenti
sotto la terra nascoste città
ricche in preziosi di voti
ed offerte per sconto di peccati
I miei ultimi elemosinano conforto
ma urla un uomo false parole
da pulpito d’oro
Non peccate fratelli
Vi benedico in nome di dio

mentre ingozza agnelli in giorni di magra
in ipocriti digiuni
I miei ultimi chiedono
un tozzo di pane sottratto a brandelli
da smodate avidità
usurpatrici di sangue versato
di arcani e tristi destini
I miei ultimi hanno
il corpo tumefatto e il costato spezzato
da mostri violenti dall’infero risaliti
trafiggono l’anima di rattoppati silenzi
in resa crudele
davanti a leggi da pagliaccio vestite
che apron i cancelli a star assassine
e fugge da occhi di madre
lacrima amara su giornali affamati
I miei ultimi sono
bimbi violati
  di organi venduti al mercato
in bella vetrina dal turismo sessuale
come carne scaduta
in silenzi di case su davanzali inchiodati
pirata bottino di umane fiere
in inchino agli indifferenti
I miei ultimi sono malati
privi di voce di luce di suoni
di aria di tempo
arti atrofizzati in carrozzelle di piombo
trascinano orgoglio insegnando la vita
ad ombre distratte
I miei ultimi dormono
in avvolti cartoni di gelo e di muffa
picchiati e incendiati
coperti di sputi
tendono sguardi appannati
in deserti di nebbia
I miei ultimi camminano
stanchi su ossa porose
rugosa saggezza gli imbianca i capelli
son vecchi ingombranti
per disamorate progenie
sospirano tristi alla vagabonda luna
fingono il legno usurato e lontano
della natale dimora
I mie ultimi ululano
alla luna nel freddo abbandono
di assenti coscienze
quanto son belli piccini e carini
col fiocco alla gola nei giorni festa
divengono pesi una volta cresciuti
vietato l’ingresso in valige d’estate
o in morbida neve d'inverno
meglio la strada o la spazzatura
per gli Amanti dell’uomo
divieto d’accesso
I miei ultimi barriscono
al cielo libertà perduta
a morir per monili d’avorio
ruggiscono al vento l’atroce sparo
eco rimbomba in eleganti pellicce
viandanti distratti tesson parole di nulla
menzogne a castelli per chi disconosce
d’amore un piccolo gesto
meglio che tenga la bocca cucita
se dice peccato!
se tira la strada tutta in discesa
senza mai a donar sorriso voltarsi
carezza o caldo abbraccio
Sudicio è il mondo
diritti bruciati in fiamme di rogo
come tempo d’eretici di streghe e stregoni
intanto la folla si becca ed uccide
emana incuranti sentenze
d’umiltà spoglie
fasciandosi gli occhi




domenica, 23 novembre 2008
alle ore 20:00







Sbriciola la mia carne l’ora crudele

Sbriciola la mia carne l’ora crudele
scandisce attimi d’immenso
trafitti dal gelo dei miei silenzi
in tagli profondi su piccoli palmi
annaspo la vita in ceneri al vento
s’allunga la notte su braccia dolenti
mi trova il mattino nuda di pianto
trafitta nell’angolo fra corde di spine
tuona improvviso il vigore dal cuore
solleva la riva dell’amaro dolore
strucco tremante l’antico solco
che il viso stanco colora
in un raggio di sole
io vivrò ancora



mercoledì, 19 novembre 2008
alle ore 09:37







Come foglia d'autunno

Come foglia d’autunno
mi lascio volare
in dolce caduta
sulla soffice terra
dell’anima spenta

come fiocco di neve
mi lascio cadere
in freddo volo
su bianche dune
del cuore gelido

e intanto s’appresta
la foglia ingiallita
a staccarsi dal ramo
la linfa è finita
e il fiocco leggero
a separarsi dal cielo
il sole è scomparso
il cammino richiama
al suo cerchio il destino

ho stretto nel cuore
una goccia di vita
ed un raggio d’immenso
ché non voglio morire
da sola e affranta
mi tengo le vene
nei miei giorni d’autunno
ché non sgorghi il sangue
sui sentieri d’inverno




giovedì, 23 ottobre 2008
alle ore 11:00







Il cuore del mondo
Cuori di ghiaccio
si snodano a miele
tra spine di rose
divenute steli
in eterne di primavere
Celle di bimbi
nudi alla vita
liberano giochi
in canti festosi
sicuri ché è morto il Male
Recisa per sempre la sudicia mano
spense il bianco sorriso
che ora torna a garrire su voli di rondini
senza più migrare
ché è eternamente caldo il sole
s'assapora finalmente la vita
L’edera cresce sulle mura arrugginite
di vuoti ospedali
Fucili e cannoni
sepolti in terre lontane
fioriscono in viole
dai mille colori
adagiate a corolla
su stimmate chiuse
E’corsa gioiosa nel vento
a braccia aperte
incontro di brezza divina
lascia cadere cristalli di stelle
Scompare il demone
nel baratro d’un pozzo
blasfemo tentatore
inflisse
lividi solchi
in donne stuprate
guaiti atterriti
in creature vivisezionate
maltrattate abbandonate
in freddi giacigli di cartone
involucri d’anime in pena
sotto la solitudine di un ponte
ora si ergono tutti in pacifiche torri
sfiorando l’azzurro
sorriso di un dio
dal verbo coniugato
nell’attimo immenso
il cuore del mondo
finalmente respira



martedì, 21 ottobre 2008
alle ore 16:35







Rovi

Osservo il mondo dall’alto
del mio monte di rovi
l’irto cammino
ha ferito le vene
lacerato le arterie
spada nel fianco
mi squarcia la carne
ho pianto di vento
su cuori di ghiaccio
in silenzi di buio
tra abbracci di nebbia
e tu uomo
mostri
del cuore i piccoli tagli
li fregi di vanto
disseti il tuo ego
indecoroso mendace
ignori quel rantolo
del vero dolore
che accanto ti passa
logora ed uccide
anime fiacche
di sorrisi vestite 
oltre l’umano battito
sudan d’amaro


© Shayra




mercoledì, 27 agosto 2008
alle ore 08:16







Aiutali

Questo accade oggi in Grecia ed in tante altri parti del mondo

Mi appello al vostro grande cuore

basta un piccolo gesto

 Clicca Qui

* * * * * * * * * *

...mentre il mondo indifferente rifiuta

ancora d'abbracciarmi...

 

( da Tramonto di (c) Shayra )




martedì, 26 agosto 2008
alle ore 15:02







Lo sciabordìo delle onde 

Il caldo ci soffocava ma sul terrazzo della mia amica si respirava un bel fresco e aria di serenità.
Stavamo proprio bene noi quattro insieme
Eravamo lì a parlare di tante cose: di noi, del passato, del presente, di aerei, e tra una battuta e l’altra davamo una carezza alla stupenda gattina.
 
Si decise di uscire
- Vi porteremo in un ristorantino dove il pesce è così buono che è impossibile non leccarsi i baffi.
Che la strega, per un suo vezzo irrefrenabile, ci avesse trasformati tutti in gatti?
Mi avvicinai allo specchio per controllare e fui felice di scoprirmi ancora umana.
Pensai - che il pesce sia fresco e buono ci credo ma che io possa leccarmi i baffi è molto improbabile dato che li estirpo con la ceretta -
Andammo in macchina fino al mare, passammo per il porto, il Tevere era bellissimo e le barche erano rientrate da poco trascinando ancora il profumo del mare aperto.
Il locale è molto carino ma non ha tavoli all’aperto per cui dopo aver ordinato le portate la mia amica ed io, accanite fumatrici, ci allontaniamo all’esterno.
C’è un piccolo unico tavolo all’ingresso. È libero. Ci sediamo per peccare in santa pace e gustarci una sana sigaretta, lasciando quei sant’uomini dei nostri mariti a chiacchierare di aerei e di tanka. Il secondo argomento ci lasciò un po’ perplesse, ammettendo che l’avevamo ridotti proprio male…
 
C’era una luna bellissima, la guardammo con infinita ammirazione e trasporto quando la mia amica mi chiese
- Facciamo una quattro mani?
Pensai - si sentirà ispirata in questo momento? sarà l’atmosfera? Boh? non ho mai collaborato in cose simili, ma c’è sempre una prima volta, tanto vale che ci provo -
- Va bene, accetto!
 
Chiedemmo al ristoratore un po’ di fogli, la penna l’avevo… dovevamo solo scrivere.
Buttammo giù qualche verso, l’incipt l’avevamo beccato: la luna,le stelle, l’amore verso un lui immaginario,( ormai i mariti non erano in gioco visto che erano stati infettati da tankite acuta, ) il mare e… lì proprio sul mare ci bloccammo. Un verso restava incompleto poichè non riuscivamo a dare quel suono che era lì sulla punta delle nostre lingue ancora impastate dal sapore degli antipasti proprio di mare. Saranno stati quelli a toglierci la vena poetica?
Ci sforzammo di estrapolare dalle nostre menti indebolite dal caldo e dalle notti insonni, trascorse a chiaccherare ( sempre su quel meraviglioso terrazzo).
Nella mia mente un rammarico infinito. Ah! se ci fosse Vivy!, ci avrebbe certamente salvate, come in una certa occasione, nella quale una divina creatura  ( detta Dora ) ed io ci siamo trovate nelle stessa situazione di blocco mentale per un solo maledetto verso che ci impediva di proseguire il momentaneo cammino poetico.
Vi chiederete quale sia stato il suono che non riuscivamo a trovare. Semplice. Quello dell’onda che s’infrange sulla riva.
Ridemmo come matte, mentre ci sfuggì, colpa dell’ilarità, la parola “sciacquio”
ahahah TERRIBILE, OBROBRIO!!!
La costernazione provata fu interrotta dalla voce dei coniugi che ci richiamavano al tavolo poiché erano arrivati i primi piatti.
Si continuava a ridere come matte ed appena ci venne chiesto il perchè di quelle risa raccontammo il fattaccio spudoratamente… mentre si insinuava una lontana speranza: - che trovino loro il termine che ci sfugge? -
Dio!!! La situazione precipitò maggiormente nell’ilarità quando ci fu suggerito sciacquettio
Ci pensate? Da sciacquio cademmo rovinosamente in sciacquettio.
Per poco non  si incepparono gli spaghetti al cartoccio dentro la trachea.
 
Appena finimmo il lauto pasto ritornammo imperterrite all’esterno, intestardite più che mai a sbloccare quel verso strozzato come gli spaghetti al cartoccio di poco prima.
Entrambe sgranammo il nostro vocabolario come un rosario al nero di seppia ma… nulla!
Ricominciammo a ridere ripensando agli infelici passaggi tra sciacquio, sciacquettio, sciabordio e così via quando, dopo aver compreso che probabilmente non era la serata giusta per poetizzare, mi uscì -Scriviamo sciacquone così lo tiriamo giù sto’ verso e non se ne parla più!!!
E giù risate a più non posso.
La mia amica raccolse tutte le forze per aggrapparsi all’ultimo filo di serietà che era rimasto, e disse:
- dai continuiamo - e col suo adorabile romanesco mi esortò - …’a dovemo fa 'sta quattro mani! -
 
Sapevo che avevamo poche speranze per come sì era messa la serata, ma ci riprovai.
Eravamo lì immerse nel sacro verso ispirato, quando veniamo distratte dalla voce altisonante di un signore che, ad un paio di metri da noi parlava telefono, ed agitatissimo urla:  - …e allora mettigli una supposta!!!
Fu la fine.
Scoppiammo a ridere cosi forte che il tipo si girò verso noi e sorrise come a chiedere scusa per il suo tono di voce.
Sorridemmo di rimando, per ringraziarlo di averci bloccate inesorabilmente, salvandoci da una situazione di grande pathos.
 
E fu cosi che tra uno sciaquio-sciaquettio-sciabordio e una supposta, rinunciammo per quella sera, alla nostra creatività e ci dedicammo per il resto della serata a grandi risate nel ricordare quei momenti di assoluta goliardia.
 
Quella serata fu il sigillo posto su un’Amicizia fatta di parole vere e di sorrisi sinceri.
 
 
 Ultimo0 e Stregattablu
 
 
 
 
 



sabato, 23 agosto 2008
alle ore 00:23







PREVENZIONE CONTRO L’ABBANDONO E CONSIGLI UTILI

E' tempo di vacanze e, purtroppo in questo periodo, aumenta enormemente il numero di animali abbandonati dai padroni per cui:

ogni persona ha la possibilità e il dovere di denunciare alle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, ecc) chi abbandona un animale o anche chi più semplicemente non registra il proprio animale all’anagrafe canina. Se trovate un cane segnalatene la presenza alla Polizia Municipale che provvederà a chiamare il canile convenzionato. Per emergenze e negli orari in cui non sono reperibili i Vigili, avvisate i Carabinieri. Contattate comunque anche le Associazioni locali che sapranno indicarvi i canili e le procedure in atto nella zona del ritrovamento.

Attivo solo in autostrada! Se viaggi in autostrada e vedi un animale abbandonato fermati alla prima area di sosta ed invia un sms al numero 334 1051030. Il tuo sms sarà inoltrato alla sede più vicina della Polizia Stradale che attiverà le necessarie operazioni di emergenza ed interesserà le strutture preposte al recupero del cane.
Info alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/notizie/prevenzione.html

CON UN SEMPLICE SMS GLI RISPARMIERAI QUESTA FINE

immagine dura da vedere e vi chiedo scusa ma...immaginate cosa ha provato lui.....

Salvategli la vita!

PORTATE CON VOI I VOSTRI AMICI IN VACANZA!

Consultate i tanti alberghi, villaggi, agriturismo e le spiagge che permettono il loro ingresso.

GRAZIE DA PARTE DI CHI NON HA VOCE.





sabato, 12 luglio 2008
alle ore 11:41







Carabinieri

( la Benemerita )

E’ sangue che scorre

Su lacrime di divisa

Violata la vita

Sull’onore giurato

Scarno é  il gesto

Assurdo permesso

Di menti al Comando

D'Italia in ginocchio

Solo pianto

Dal popolo amato

Fedele nei Secoli

S’abbraccia la gloria

In manciata di sassi

* * * * *


 A Marco Pittoni, tenente 33enne, ucciso oggi durante una rapina, a poche ora di distanza dal

 

194/o anniversario di fondazione dell'Arma

 

Se chiedi ad un italiano di dire quali sono le cose che, secondo lui, gli assicurano una vita tranquilla e libera da preoccupazioni, puoi giurarci che, fra le prime cinque, ci mettera' "L'Arma dei Carabinieri" o, con l'appellativo concessole dal Parlamento nel 1864, "La Benemerita"




venerdì, 06 giugno 2008
alle ore 20:51







'A vita

(  (c)  versi e grafica di Shayra )



domenica, 25 maggio 2008
alle ore 01:22







Lettera ad una madre




      Grafica di   Angela Santoro ( Korus )



Mia cara amica,

ti scrivo soltanto oggi, ma il mio pensiero vola da te in ogni istante delle mie giornate.

Tento d’immaginarti, chiusa nella compostezza del tuo pudico dolore, nel labirinto dei tuoi segreti, nascosti dal sorriso che diffonde luce e calore, e riscalda anche me…

Ti cammino accanto, seguendo i passi, un tempo incerti, e mi domando, quando una donna sente di essere madre?

Quando avverte il tenue battito accanto al suo? O forse da quando stringe al petto la sua piccola bambola, e con occhi febbricitanti sogna il domani, pronta ad affacciarsi al mondo? Cosa spinge una donna a desiderare la maternità?

E’ l’amore! E’ il bisogno di donare la vita e darle un senso, un motivo, un valore, un concetto, una voce, nei quali si racchiude il fulcro del nostro passaggio sull’amata Terra.

E’ un dono divino la cui orma rimarrà indelebile nel cuore e nella mente d’ogni singolo individuo rappresentandone la Storia.

”Mamma” e’ certamente un miracolo! “Mamma” è amore e sacrificio, è silenzio e attesa, è speranza e gioia, a volte dolore...

 Non esserlo, o non esserlo più è una ferita profonda che strazia l’anima, lo so, ma ogni Donna nasce Madre ed è per questo che Tu continui ad amare, a donare, a desiderare di farlo con i bambini del mondo, con i figli degli altri, che siano bianchi, neri, con gli occhi a mandorla, non ha importanza.

Cerchi sempre una ragione per continuare lo stesso a dare un senso, un motivo, un valore, un concetto, una voce alla vita che ti ha reso una madre mancata…anche questo rappresenta un vero miracolo, sai?

Ed è a te che penso e non solo in questo momento, a te che doni sorrisi e non lacrime, a te che cerchi ancora la strada più breve per penetrare nel cuore della gente, a te che hai imparato a vedere anche negli amici i tuoi figli, a te che proteggi gli indifesi, a te Donna e Madre del mondo, ed ancora, a te che quando un figlio prende a sassate il tuo cuore gli chiedi, come solo una mamma può :

“ sei ferito figlio mio? ”

 

Grazie amica e madre mia, grazie di esistere.

^^^^^^^^^^^






sabato, 10 maggio 2008
alle ore 07:51







Ma quale arte?

GRAVE EPISODIO A FIRENZE: LA TORTURA NON È ARTE

Su La Nazione (edizione di Firenze) di sabato 26 aprile è apparso un articolo intitolato "Tutte le obiezioni delle donne" in cui si parla di una mostra che si sta tenendo nel foyer del Teatro Comunale in cui espongono artiste tra le quali Isabella Gherardi.

Nell'articolo si legge: Colpiscono per la forza e la crudezza del soggetto proposto - un coniglio bianco seviziato a morte […] Il luogo del delitto un prato in un luminoso mattino di tarda primavera, quando l'erba è più verde e più profumata. La vittima un coniglio bianco. Una donna lo uccide secondo una ritualità vecchia di secoli…
Da quanto appare nell'articolo, non si tratta di prendere una scena presa un macello e mostrarla al pubblico - questo ci troverebbe più che d'accordo, queste immagini sarebbero da fare vedere il più possibile - ma sembra che il coniglio sia stato lentamente ucciso appositamente per farne un video e delle foto. Questa sarebbe "l'opera d'arte". Nell'articolo non c'e' nemmeno un accenno di condanna a questo comportamento.
Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/appelli/firenze.html

Grazie



sabato, 03 maggio 2008
alle ore 13:35







CHI E' LA BESTIA?
L’OIPA SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE CONTRO I DUE AGENTI DELLA POLIZIA PROVINCIALE CHE HANNO UCCISO CON CRUDELE BRUTALITÀ UNA VOLPE


Alcuni giorni fa a Gandellino (BG
), due operai hanno trovato una volpe piuttosto mal ridotta che si era rifugiata nel cantiere presso il quale stavano lavorando. Il capo cantiere ha provveduto ad avvertire la stazione dei Vigili Urbani e, tramite il numero verde di pronto intervento, anche la Polizia Provinciale che per legge avrebbe dovuto raccogliere l'animale ferito e trasferirlo in un centro per il recupero degli animali selvatici. Gli agenti della Polizia Provinciale di Bergamo intervenuti, hanno invece infierito sulla povera bestia schiacciandola sotto i piedi e dandole calci sul petto, causandone la morte. Ma i testimoni sconvolti non hanno permesso che il fatto venisse messo a tacere e hanno avvertito la Forestale di Gromo che ha avviato le indagini e individuato i due agenti responsabili dell'uccisione dell'animale che sono stati denunciati alla Procura di Bergamo per maltrattamento di animali.

Leggi la news alla pagina http://www.oipaitalia.com/ecozoofile/notizie/volpe.html
Prego tutti coloro che visitano il mio blog di
cliccare sul banner dell' OIPA giù a sinistra
C'E' BISOGNO DI VOI PER SALVARE CHI NON
PUO' DIFENDERSI.
IL MONDO HA SETE D'AMORE E DI RISPETTO

GUARDATE IL VIDEO Qui OCCORRE MOLTO CORAGGIO, MA NON E' DISTOGLIENDO LA SGUARDO CHE SI IMPEDISCONO QUESTI CRIMINI
GRAZIE A NOME DI CHI NON HA VOCE
* * * * * *
 Perverso allo stato puro...

Insolente tendi lo spietato arco
su folli inermi che cercano un varco
 
Impenitente lanci la dolosa freccia
sbriciolando fusti umani come breccia
 
Sudicio il tuo pensiero espelle orrori
ladri criminali e violentatori
 
Smodato nella tua potenza
impedisci ogni umana interferenza
 
Sotto l’orrido nome d’indulto
infliggi agli innocenti grave insulto
 
All’espero si sgrana un rosario
impegno di un cuore solitario
 
Anche una volpe prega per la tua agonia
mentre piange con noi la sua malinconia
 
Siam tutti come schegge
 uccisi a norma di legge

* * * * *
Vite stroncate

Spoglia la Terra

Su fiumi di sangue

Baluardo strappato

Da orride mani

Dilaniati dolori

In crocifissi inchiodati

Su folli vaneggi

Massacrano carni

Di parto divino

Strazio crudele

Di bianche innocenze

Su strade di ghiaccio

Passante distratto

Biasimi abbozzi

Dal sapore  di nulla

Anneghi il tuo tempo

In gocce di noia

L’anima vuota

Tenta la resa

Del mio grido

Inarrestabile

Inutile affanno

La sfida all’amore

Che regna nel cuore

Il cammino perseguito

Di menti indecenti

Nel nero colore

Fiondano

Svendute coscienze

Elemosino amore

Per innocui respiri

Al petto ferito li cingo

Che oltre ogni infamia

D’umano vestita

Vive
 
 

 










lunedì, 21 aprile 2008
alle ore 21:18







Guerra


E Torno su questo muro di dolore
Incredula raccolgo mari di lacrime


Nell’acre odore della morte
Ancora un bimbo giace

Tra urla e gemiti
I popoli bruciano



Amare vendette d’occhi bendati
Mani folli stringono armi crudeli



Senza onore né gloria
Stillano pezzi di vita
Che m’appartengono



Così piccola
Non mi sentii mai




martedì, 22 gennaio 2008
alle ore 16:25














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